Un tema che ha dominato e domina il mondo: che cosa è l’amore?
Innanzitutto quando parliamo di amore non intendiamo un sentimento che si lega o si confonde con l’affettuosità, ma si intende quel rapporto diretto con una percezione legata all’emotività dell’ideale, intesa come quella sensazione dell’irraggiungibile che si nutre di qualcosa di magico, indescrivibile, stato estatico per definizione. Amore come dimensione psicologica è una astrazione, alimento del sogno, della speranza, e del desiderio, sono ed entrano in connessione tra di loro, si sintetizzano nella realizzazione del piacere e nella soddisfazione di impulsi istintivi attraverso la sessualità. In ogni rapporto l’unione dei corpi simboleggia quella delle anime, meglio delle due personalità dove la femmina ospita in sé il maschio.
L’amore è libertà di fare, di dire, di provare frustrazioni, di penare, l’amore ci riconduce per similitudine di più alla rappresentazione artistica, perché sia l’amore che l’arte esulano dalle relazioni e dai legami intersociali e interpersonali. Il altre parole l’arte e l’amore riguardano lo spirito, l’affettuosità riguarda il corpo. Rappresenta l’anelito ad unirsi e a fondersi con qualcuno diverso da noi, e a livello espressivo si manifesta attraverso l’attrazione, l’avvicinamento, il contatto e la fusione. Amore come gratuità rispetto al costo e al peso dell’affetto, molto più rappresentativo di una socialità pensata e vissuta.
Si rende evidente che l’amore non nasce dal nulla, ma da forme di ricerca e appagamento non sempre coscienti, che si rifanno ad un universo collettivo che le accomuna. La seduzione e il fascino sono strumenti attivati al fine di poter raggiungere la preda ambita, sono composti da atteggiamenti, stati di pensiero, comunicazioni vengono attivati da ambedue i sessi. Le donne sono attirate dall’uomo che primeggia, tendono a scegliere il maschio dominante, protagonista, abile, astuto magari spregiudicato, incarnando il mito dell’eroe.
L’uomo intrepido rappresenta l’esperienza emotiva della rinascita, di una nuova avventura di vita, di quell’evento che consente di sprigionare tanto le energie vitali che il desiderio sessuale, e l’erotismo per il mezzo l’idea di una nuova coppia.
La seduzione femminile fa sentire il maschio unico, attrattivo,eccitante, lo stimola con i gesti e il gioco dello scoprirsi, comunica attraverso emozioni ed immagini, ben sapendo che l’uomo sogna una donna fragile, non mascolina, da difendere.
La stessa strategia di conquista contempla il rito dei preliminari, che suscitano il desiderio e l’illusione maschile di possedere la donna e dove la donna si cala in un mondo di attenzioni e dolcezze.
Nella componente erotica, l’erotismo maschile è più portato alla competizione e alla quantità del consenso più che alla qualità, quello femminile invece, al contrario mira al grande amore, perché la sua economia erotica si mostra più arcaica , legata alla struttura monarchica delle favole, ecco perché la dolcezza e le esternazioni preliminari prima dell’atto sessuale, ed ecco perché la necessità di un prolungamento dolce e accogliente alla fine dell’atto.
L’uomo nella fase iniziale può essere sorpreso dalle manifestazioni d’amore, mentre la donna le sogna.
Amare è sentire, è sentimento irrazionale che si intende anche senza comprendere. non si esprime, si possiede e per chi lo vive è un diamante con mille sfaccettature che emana colori brillanti con sfumature delicate.
Affettuosità nel contempo è un legame sociale molto elevato che consente agli individui che vivono questo tipo di relazione di sentirsi egemoni uno all’altro, si evidenzia e cresce all’interno dell’evoluzione della persona, nei i rapporti con i genitori, nel rapporto con il proprio corpo, e nell’accettazione del proprio sé.
Nell’affettuosità c’è sempre un dare ed un avere . E’ alla base del legame sociale, si rende necessaria per ridurre la tendenza aggressiva e parte dal bisogno profondo e primario di sopravvivenza, non di quello di appartenenza, si collega alla parte più primitiva dei nostri bisogni. Possiamo affermare che nell’affettuosità il sottofondo che la genera ha sempre un minimo rapporto di utilità ed è sicuramente meno nobile dell’amore. I soggetti che tendono a dare l’impressione di essere anaffettivi non sono mai anaffettivi per davvero hanno vissuto una carenza profonda una ferita d’amore.
La differenza sostanziale tra amare e voler bene è che la prima è inutile e ideale, mentre la seconda è utile ed umana. Non si può voler bene a Dio, ma si ama Dio; amare quindi riguarda la parte simbolica, le cose simboliche, mentre voler bene è rivolto alle cose visibili, al corpo, agli oggetti ( psichici o fisici).
Nell’eroismo c’è la capacità di annullare la propria vita in funzione di una idea perché l’idea è immortale; così come Dio non si svela mai, anche l’amore si svela come tensione emozionale verso qualcosa che non si riuscirà mai a concepire. E’ sensazione ricca di emozioni, nell’amore non siamo mai una coppia, mi spiego meglio: chi si ama viene caricato di trascendente e non di oggettività; l’oggettività prende piede nel momento in cui il rapporto diventa claudicante. Come sempre si ama l’idea di sé trasferita su un’altra persona, e quando lo rapportiamo a qualcosa di reale si trasforma in affettuosità.
Simboli come la bandiera hanno un valore materiale molto basso ma è l’aspetto simbolico che viene attribuito che né aumenta esponenzialmente il valore, si genera un legame affettivo notevole in relazione alla rappresentazione simbolica del significato.
Così l’amore ha un valore elevato molto elevato perché ha un significato simbolico altissimo. La stessa considerazione la possiamo produrre per l’amore tra due persone: la persona amata non è mai la persona nel suo aspetto umano, ma come noi la vediamo e la identifichiamo, la idealizziamo nella non conoscenza.
La persona reale sottostà alle regole del tempo, per cui può evolvere in molti modi ( professionali- di pensiero ecc.) matura, invecchia quindi muore, mentre l’amore non si relaziona a qualcosa che muore, ma a qualcosa di intimo, profondo, immortale, mortale solo con la morte individuale.
Un esempio relativo a questo concetto : scrivere una lettera d’amore in prosa la scrivo alla persona reale, scrivere in poesia tendo più a dare un valore simbolico ed una dimensione ideale alla persona amata. Nella poesia tendo a tradurre sentimenti ed emozioni in parole che non sono comprensibili in modo diretto ma interpretati in modo sensazionale e fra le righe. L’amore si lega al sé ideale, usando un linguaggio psicologico.
Nelle mutazioni sentimentali si travalica la frontiera dell’amore e ci si incammina sul cosiddetto sentiero del voler bene, qui affrontiamo un tema dove a priori si comprende che qualcosa è mutato e non è mutato poco. Le strutture della personalità ai singoli sono diventate più evidenti, le verità sommerse nella fase di innamoramento sono venute a galla e spesso si traducono in modo vulcanico nella relazione, dimenticando l’altro o l’altra nella loro dignità personale.
Gli individui insoddisfatti sia della loro personalità, sia in relazione al non raggiungimento delle loro esigenze di vita, riducono il tutto ad un tutto oggettivo ad una pseudo proprietà a differenza del soggettivo che avevano incontrato,che avevano apprezzato e che aveva prodotto sogni vitali. La ricerca implicita di una colpa, il reiterare considerazioni riduttive, senza ritorni di qualità, come se il sadismo ormai fosse di casa, mina alle fondamenta il rapporto in sé, generando uno stato di delusione e impotenza.
Sappiamo che l’amore è collegato con qualcosa di ideale, nasce corredato da una somma di idee spesso non così chiare e percepibili ma si struttura su una base di goliardica speranza verso la vita, i progetti, i sogni possibili il fascino e la magia di una avventura che è la vita, nel momento in cui questi pensieri “stellati” si riducono, si amputano, mediano sempre di più con una realtà meno soddisfacente, la relazione in sé si impoverisce, l’idealità lascia il posto a una realtà più ovvia, meno stimolante, ove prende piede una quotidianità di pseudo certezze, sostenuta dal trascorso storico, episodico, ridonante. Pertanto da questa considerazione nasce una ulteriore domanda: come mai il rapporto non si sfascia? Non si rompe perché la persona riesce a fare una mediazione e a sottostimare gli aspetti dell’altro che non sono soddisfacenti, e ad accettare una realtà più semplificata giustificando la situazione con argomentazioni più o meno sufficienti.
Altro elemento che non consente la rottura è l’incapacità dei singoli di poter pensare di essere in grado di generare un futuro migliore del precedente, l’attuale a prescindere è costruito da sicurezze ( casa – relazioni – figli ecc. ) tutte queste componenti consentono il fluire della vita in modo routinario, riuscire ad inventare la quotidianità come per magia con piccole cose, attraverso la complicità dei singoli, corredato il tutto da una disponibilità mentale degli individui, uccidendo quell’egocentrismo, e quella percezione di essere usati e prevaricati.
Per amare è necessario possedere capacità di astrazione, ridurre egocentrismi, intuire cose e situazioni, usare la fantasia in modo creativo, non erigere uno stereotipo mentale da inseguire, lasciare la propria mente a quel senso di fascinazione, il fascino è parente stretto del mistero il quale raccoglie quel bisogno di scoperta e magica avventura, composto da una miriade di sensazioni, ingovernabili spesso inspiegabili, vulcanicità vitale necessaria ad una qualità del vivere.