Amicizia, termine perentorio di non facile traduzione, spesso inflazionato a sproposito da social o comunicazione di superficie.
Questo stato emotivo interiore è un vissuto tra i più elevati, stato dell’ anima nobile dell’ essere umano “erga omnes”, la dedizione senza ritegno, la sincerità, l’assenza di egoismi ottempera al fatto di un “elevato” rapporto, dove il senso di sacrificio e di onestà intellettuale la fanno da sovrani e diventa baluardo inamovibile alle richieste istintuali del nostro esistere.
Sventure, gioie, accadimenti imprevisti della vita possono essere percepiti in assenza di solitudine, ma attraverso una condivisione spontanea dai protagonisti del rapporto emotivo. Non c’è giullare, non c’è domatore, non ci sono né mascherature, né commenti lesivi verso l’altro/a, nessuna prevaricazione con finalità utilitaristiche, niente di tutto questo. Non c’è rituale né teatralità ma bensì desiderio di condivisione, temi semplici ma di alto livello nella complessità mentale della natura umana.
Le relazioni amicali si possono definire nell’ essenzialità dell’ esistere tali da dare alla vita la possibilità di essere tale.